Frittatine di Pasta…vi presento un pò della mia Napoli

11 Luglio 2016lericettediluci2015

«Huè scialate, venite a fare la merenda, mangiate oggi e pagate tra otto giorni»

…così gridava Sofia Loren nella sua bottega nel quartiere Materdei di Napoli, nel famoso film di De Sica, “L’Oro di Napoli”.

Quando ho letto che il Calendario Italiano del Cibo dedicava un’intera giornata al Cibo di strada ho pensato subito a questo film e alla mia città in cui mangi per strada ovunque e a tutte le ore. Oggi si sente parlare continuamente di Street Food, vengono organizzate tante manifestazioni su questo tema e a volte sembra un fenomeno nuovo di zecca e invece…esiste da sempre e lo hanno inventato non i grandi chef ma le persone “normali”, quelle che, come Sofia Loren nel film, per vivere si ingegnavano con un “bancariello” e una padella per friggere fuori al proprio basso sfamando tutti i passanti con la promessa che potevano mangiare oggi e pagare tra otto giorni!!!

L’Ambasciatrice di questa splendida settimana è la nostra Presidente, Annamaria Pellegrino, del Blog La Cucina di Qb. Inutile dirvi che il suo articolo è stupendo…quindi leggetelo attentamente.

Personalmente ho deciso di partecipare a questa settimana per parlarvi della mia città e del suo rapporto con il cibo di strada, radicato nella cultura e antichissimo.

Palle di riso, Paste cresciute o zeppole, melanzane indorate e fritte, Crocchè di patate, Panzarotti, Pizza fritta ripiena, “Scagliuozzi” di polenta, Fiori di zucca in pastella o “ciurilli”, Montanara e Frittatina di pasta..sono solo alcune delle specialità che vengono consumate per lo più solo per strada e in ogni dove. Oggi alle vecchie botteghe si affiancano le grandi catene internazioni di patate fritte o altro ma qui non sono molto in voga perchè la gente preferisce sempre di più una fritturina oppure una pizza a portafoglio, una parigina o un cuoppetiello di alici fritte.

Andiamo un attimo indietro nel tempo perchè voglio parlarvi di antichi mestieri napoletani legati allo street food e radicati nella cultura partenopea al punto da essersi guadagnati anche la statuetta per il presepe che viene prodotta nelle botteghe di San Gregorio Armeno.

maccaronariTra la fine del Cinquecento e l’inizio del Settecento a Napoli iniziarono a comparire, in ogni angolo di strada, le caldaie dei maccaronari affiancate soltanto da una scodella colma di formaggio grattuggiato misto a pepe che serviva come condimento per i maccheroni dei plebei quando ancora non era arrivato il pomodoro. Era l’epoca del Gran Tour e gli stranieri erano affascinati dall’abilità dei napoletani nel portarsi alla bocca i cocenti maccheroni. Dumas scriveva: “Il mangiatore del volgo si fa forchetta di due dita, solleva i maccheroni o i vermicelli mezzo palmo sopra la bocca e poi, facendo un lieve movimento di girazione a  spirale, ve li caccia dentro senza sporcarsi ne scottarsi”.

venditore di trippa

Oltre al maccaronaro, per le strade si poteva incontrare  O’ carnacuttaro che era il venditore di trippa e carni cotte; vendeva soprattutto piatti realizzati con le frattaglie di bovino o maiale. Dal maiale ricavava la più famosa pietanza della sua bancarella, ‘o pere e ‘o musso, letteralmente “il piede e il muso” ripulito dai peli, cotto e venduto condito con sale e limone.

ostricaro

Molto più lussuoso e accessibile quindi non a tutti, l’Ostricaro che vendeva ostriche e frutti di mare. Il vero ostricaro li andava anche a pescare e ti intratteneva con le sue storie mentre apriva i frutti di mare per farli degustare seduta stante. Solitamente era ubicato all’esterno dei ristoranti e vestiva con il pantalone bianco ed la classica maglietta a righe orizzontali.

Altra cosamolto caratteristica era la vendita per strada del Brodo di polipo, il “Purpo” in tazza calda con il tentacolo del polipo che usciva fuori dalla tazza mentre lo bevevi…era il must della cucina di strada napoletana.

Oggi queste figure carismatiche e caratteristiche non sono più facilmente reperibili ma il cibo di strada continua ad essere molto presente sopratutto per le fritture, la pizza a portafoglio ed il pesce fritto.

Se passaggiate per Spaccanapoli troverete, a brevissima distanza l’uno dall’altro, banchi di fritture che hanno un piccolo spazio interno ed un grandissima vetrinetta verso l’esterno dove espongono tutte queste bontà pronti a avvolgerle in un Cuoppo di carta.

E’ uno spettacolo prima di tutto alla vista perchè pieni di gente e ubicati nei vicoli stretti del centro storico dove turisti e non aspettano che “esca la frittura” fanno amicizia tra di loro (perchè qui..tutti parlano con tutti); è una goduria per l’olfatto perchè si sente intorno un misto di odore di fritto e di pizza al forno a legna che riempie l’aria; l’udito…beh ne risentirà all’inizio, soprattutto se non siete abituati perchè il nostro tono di voce è altino ma credetemi che vi farete delle grasse risate; infine lui, il gusto…indimenticabile!!! Insomma un’esperienza in “tutti i sensi”…

Per questa Settimana ho scelto di preparare le FRITTATINE DI PASTA perchè per me tutti dovrebbero assaggiarla almeno una volta nella vita. La frittatina nasce come ricetta del riciclo, dal riutilizzo della pasta avanzata. Pulcinella si rammaricava del fatto che Lui non avesse mai assaggiato la frittatina perchè a Lui non avanzava mai pasta.

Ognivolta che qualcuno viene a trovarmi a Napoli, oltre alla Pizza, io lo porto sempre al centro storico ad assaggiare la Frittatina di Pasta e ho scoperto di non essere l’unica. Sono molti i posti in cui si mangia una frittatina “paradisiaca” ma ognuno di noi ha il suo fornitore di fiducia…

Vi lascio alla ricetta!!!

frittatine

Frittatine di Pasta…vi presento un pò della mia Napoli

Ingredienti per 10 frittatine

500 ml di besciamella
250 g di bucatini
200 g di fiordilatte
150 g di prosciutto cotto a dadini
150 g di piselli
50 g parmigiano grattugiato
Pepe nero macinato fresco

Per la pastella

200 g di farina
270 g di acqua
Sale
Pepe nero macinato fresco

Olio per friggere

frittatina twitter

Prima di tutto preparate una besciamella piuttosto densa e mettetela da parte.

Sminuzzate a dadini il prosciutto cotto (vi consiglio di comprarlo non affettato ma in un’unica fetta) e tagliate anche il fior di latte a cubetti.  Mettete il fior di latte tagliato a dadini in frigo in una ciotola di modo che si secchi leggermente rilasciando la sua acqua prima di unirlo agli altri ingredienti.

Frittatine stepbystep

In una pentola di acqua salata cuocete i bucatini spezzandoli a metà prima di metterli in pentola. Fateli cuocere per il tempo indicato sulla confezione e colateli bene.

Mentre cuoce la pasta preparate i piselli. In questo caso, non avendo trovato i piselli freschi ho utilizzato quelli in barattolo e li ho quindi fatti semplicemente insaporire in padella con un filino di olio extravergine di oliva e uno spicchio di aglio.

A questo punto, in una ciotola ampia, trasferite tutti gli ingredienti e mescolate fino a che non saranno tutti ben amalgamati. Una volta unitio tutto trasferite i bucatini conditi in una pirofila rettangolare da forno e schiacciateli per compattarli con una forchetta. Considerate che la frittatina in genere è alta circa 4 cm.

Trasferite la pirofila in frigo e lasciatela per circa 30 minuti.

Trascorso questo tempo con l’aiuto di un coppapasta (io ne ho utilizzato uno di 8 cm di diametro). Formate tante frittatine con il coppa pasta che andreta ad adagiare su un foglio di carta da forno. Quando avrete finito unite tutti i bucatini avanzati dalle forme e continuate a dargli la forma.

frittatine crude

Preparate la pastella unendo la farina, il sale e il pepe ed aggiungendo pian piano l’acqau mescolando con una frusta per evitare grumi.

A questo punto siete pronti per la frittura. Prendete una pentolina antiaderente con il bordo alto e riempitela di olio. Vi consiglio sempre la pentolina piccola e alta per due motivi: consumerete meno olio per immergerle e la temperatura, friggendone una alla volta, sarà sempre ottimale. Ci metterete più tempo ma il risultato è garantito!

Appena l’olio è caldo, prendete una frittatina ed immergetela nella pastella. Con l’aiuto di due forchette, controllate che la pastella abbia ricoperto tutta la frittatina e sollevatela. Lasciate cadere la pastella in eccesso e friggetela. Ci vorranno circa 4 minuti a frittatina ma comunque vi accorgerete che è pronta quando il colore si sarà ben imbiondito.

colafrittura

Procedete con tutte le frittatine facendole raffreddare. Io utilizzo uno strumento tipico napoletano che hanno tutte le friggitorie per colare l’olio ma andrà bene anche un foglio di carta assorbente per fritti. Gustatela come preferite, anche se l’ideale è tiepida come quando esce da bancone delle nostre friggitorie.

frittatine di pasta

 

Il Mangiamaccheroni

http://www.napoligrafia.it/tradizioni/mestieri/carnacuttaro.htm

http://www.divirgilioart.com/prodotto/il-venditore-di-trippa/

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